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Chi non ha memoria non ha futuro

Fernando Botero

Luis Fernando Botero Angulo è nato a Medellín (Colombia) il 19 aprile del 1932 da una famiglia della media borghesia. Il padre David era un commerciante che professava il libero pensiero e l’amore per la cultura. Coltivava una vera passione per tutto ciò che riguardava la Rivoluzione Francese. La madre, Flora Angulo, disegnava modelli per le sartorie.

I Botero vivevano nel quartiere Boston, una zona centrale, residenza di poeti, musicisti, pittori e scrittori. In quei giorni stava terminando la guerra contro il Perù, lasciando profonde tracce di miseria e distruzione nel paese. David Botero fece del suo meglio per mantenere la famiglia in una condizione sufficientemente agiata, lavorando duramente e pagando questo sforzo con la morte per infarto nel 1936. Flora Angulo rimase vedova con i figli Juan David, nato nel 1928, Fernando e Rodrigo, appena nato. Intorno alla famiglia si strinse ancora di più una rete di affetti e premure al fine di far sentire il meno possibile a i tre bambini la mancanza del padre.

Gli zii materni, Libia e Joaquín Angulo, si accorsero per primi del suo talento nel disegnare e gli riservarono una stanza del loro appartamento perché potesse esercitarsi. L’acquerellista Rafael Sáenz, vicino di casa, gli diede le prime lezioni.

Durante gli anni del liceo fu amico del futuro scrittore Gonzalo Arango, col quale condivise le idee, le iniziative provocatorie e le punizioni – frequenti – da parte dei professori insofferenti alla loro esuberanza.

Nel pieno della crisi economica del dopoguerra, i fratelli Botero dovettero ingegnarsi a trovare lavoro per sostenere le fatiche della madre. Fernando convinse il direttore del quotidiano “El Colombiano” ad assumerlo come illustratore. Superò l’esame illustrando un poema di Ciro Mendía, uno dei vicini di casa dell’infanzia. In seguito dipinse scenografie teatrali e scrisse critiche d’arte sul quotidiano di Medellin. Un articolo su Picasso gli costò l’espulsione dalla Scuola Bolivariana perché le idee espresse in quello scritto erano considerate “comuniste”. Stessa sorte ebbe negli altri licei.

Nel 1951 si trasferì a Bogotà dove organizzò la sua prima mostra, all’interno della quale fu particolarmente apprezzata l’opera “Donna che piange” del 1949. Negli anni seguenti fu a Madrid e a Firenze, dove studiò le opere classiche e seguì lezioni di affresco.

Nel 1955 si sposò con Gloria Zea Hernández che gli diede tre figli: Fernando, Lina e Juan Carlos. Fu in quel periodo che con l’opera “Mandolino sopra una sedia” inaugurò la sua lunga serie di quadri con soggetti resi parossisticamente voluminosi, tratto inconfondibile del suo stile. Nel 1958, a soli 26 anni, fu nominato professore di pittura alla Scuola di Belle Arti dell’Università di Bogotà. Due anni dopo partì per New York, dove riscosse un grande successo. Il Museo di Arte Moderna acquistò il suo quadro “Monna Lisa a 12 anni” e le gallerie più prestigiose fecero a gara per assicurarsi altre sue opere.

Nel 1964 si risposò con Cecilia Zambrano, dalla quale sei anni dopo nacque il figlio Pedrito. Nel 1973 si trasferì con la famiglia a Parigi, dove traspose il suo stile voluminoso e sensuale nella scultura. Un anno dopo il figlio Pedrito morì in un incidente stradale (nel quale lo stesso Fernando rimase ferito seriamente) durante un viaggio della famiglia in Spagna. La coppia Botero non resse alla tragedia e si separò. Iniziò un periodo in cui Botero affidò il proprio dolore all’arte.

Fu così fino al 1977 quando conobbe la scultrice greca Sophia Vari, nella quale ritrovò conforto ed equilibrio.

Da allora in poi la sua fama e la sua attività artistica si sono propagate nel mondo. A Pietrasanta ha aperto un atelier di scultura; Parigi, Firenze, Madrid, New York e Tokio lo accolgono con entusiasmo. Negli ultimi anni è tornato a stabilirsi in Colombia e a Medellin gli è stato affidato un intero quartiere per il progetto artistico “Ciudad Botero”. Al Museo Nazionale di Bogotà ha donato decine di opere sue e parte della sua collezione di quadri.

Nel 2002 ha dipinto il drappo del Palio dell’Assunta di Siena.

Oggi, oltrepassata la soglia dei 70 anni, Fernando Botero è uno dei cinque artisti più noti (e più pagati) del mondo.

Nonostante questo lo abbiamo incluso nella nostra galleria di artisti “anomali”: non sempre il denaro e il successo riescono ad anestetizzare le idee!

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