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Chi non ha memoria non ha futuro

Giuseppe Pellizza da Volpedo

Giuseppe Pellizza nacque nel 1868 a Volpedo, un paese al confine tra le province di Alessandria e Pavia. La sua famiglia possedeva un’azienda vitivinicola che serviva una clientela qualificata della quale facevano parte anche collezionisti e mercanti d’arte milanesi. Furono questi a interessarsi perché il giovane Giuseppe fosse ammesso all’Accademia di Brera nel 1884. Lì ebbe come professori Francesco Hayez e Giuseppe Bertini. Iniziò così il suo percorso tra le accademie italiane nelle quali Pellizza costruì, completò e perfezionò la propria formazione artistica.

Nel 1887 si iscrisse all’Accademia di San Luca di Roma, l’anno seguente alle Belle Arti di Firenze dove fu allievo di Giovanni Fattori, poi studiò ritratto all’Accademia Carrara di Bergamo sotto l’insegnamento di Cesare Tallone. Infine fu a Parigi e all’Accademia Ligustica di Genova.

Tornato a Volpedo con un bagaglio di competenze da mettere a frutto, iniziò ad esporre. Durante la sua carriera di studente aveva instaurato rapporti di amicizia con molti altri artisti coi quali era assiduamente in contatto. Non era quindi isolato, nonostante la scelta di vivere nel suo paesino. Nel 1892 si sposò con una ragazza di 17 anni, Teresa Bidone che le diede due figlie: Maria, nata nel 1898, e Nerina (1902). All’inizio del ventesimo secolo dipinse la sua opera più famosa: il Quarto Stato. Il quadro, raffigurante l’avanzata sociale delle classi popolari gli alienò l’amicizia di alcuni artisti che ritenevano l’opera o troppo o poco politica.

Dovette ricominciare a tessere rapporti nell’ambiente artistico. Vi riuscì grazie anche a Giovanni Cena che tentò di convincerlo a trasferirsi come lui a Roma. Cominciò anche ad avere un discreto mercato e a trovare un suo stile personalissimo che gli permetteva di rappresentare nell’arte i suoi molteplici interessi culturali.

Nel 1907, quando si avviava a conquistare una certa notorietà e un pubblico fedele, la moglie morì di parto con il figlio appena nato. Pellizza non riuscì a superare il terribile colpo e si uccise la mattina del 14 giugno.

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