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Chi non ha memoria non ha futuro

Henri Rousseau il Doganiere

Nel panorama artistico della Francia a cavallo tra ‘800 e ‘900, Henri Rousseau il Doganiere è una figura quanto mai singolare. Artista per passione, ebbe tra i suoi amici grandi pittori come Pablo Picasso e Robert Delaunay e grandi poeti come Guillaume Apollinaire che apprezzarono l’originalità e la bellezza dei suoi dipinti, senza però considerarlo molto più di un dilettante. E in realtà Rousseau fu un dilettante nel senso più bello della parola. Tutto ciò che fece in campo artistico gli derivò da un talento naturale pazientemente coltivato, senza aver mai frequentato una scuola d’arte o di teatro o di musica: il prototipo dell’autodidatta.
Henri Julien Rousseau nacque a Laval il 21 maggio 1844, figlio di un modesto artigiano. La sua famiglia fece il possibile e anche qualcosa di più per dargli un avvenire migliore dal punto di vista economico e lo mantenne al liceo. In quegli anni manifestò un interesse spiccato per la musica e la pittura e, non potendo i suoi genitori permettersi di pagare insegnanti, imparò da solo a dipingere e a suonare il violino e il clarinetto. Al termine degli studi ebbe per breve tempo un impiego nello studio di un avvocato, ma in seguito ad un’accusa per un piccolo furto di francobolli fu licenziato e scontò un mese di detenzione in carcere. Si arruolò nell’esercito e vi rimase per cinque anni, . Nel 1868 fu assunto come impiegato alle dogane di Parigi, attività che gli lasciava tempo libero sufficiente per dedicarsi alle sue passioni artistiche. Questo impiego pubblico è all’origine del soprannome che gli fu attribuito dagli altri pittori e che permette di distinguerlo da un altro Henri Rousseau, più giovane di una trentina d’anni. Nel 1869 sposò Clémence Boitard dalla quale ebbe sette figli, cinque dei quali morirono in tenera età e un altro a diciotto anni. Soltanto la figlia Julie sopravvisse al padre. Nel 1884 ottenne il permesso quotidiano di ingresso al Louvre per copiare i dipinti. L’anno seguente due suoi quadri furono ammessi alla mostra annuale del Salon des Indépendants, galleria degli artisti “irregolari”, ma furono sfregiati da un visitatore. Dal 1886 in poi non mancò di esporre ogni anno al Salon. L’ambiente artistico cominciò ad accorgersi di lui, pur considerandolo un pittore della domenica, precisamente un pittore “naif”, termine allora dispregiativo al quale Rousseau seppe dare valore al punto che per le generazioni seguenti l’appellativo divenne l’etichetta di uno stile che ancora oggi incontra il favore di una parte dei critici. Nel 1893 conobbe il drammaturgo creatore della Patafisica Alfred Jarry e, attraverso lui, altri esponenti dell’ambiente culturale parigino come Apollinaire. Lo stesso anno decise di andare in pensione, nonostante avesse solo 49 anni, e di dedicarsi completamente all’arte. Per arrotondare il minimo vitale erogatogli dalla pubblica amministrazione, diede lezioni di pittura e di musica, dipinse ritratti su commissione e tenne anche concerti di strada. Dopo la morte di Clémence Boitard sposò (1899) Joséphine Noury che ritrasse in una celebre tela del 1903, poco tempo prima che morisse. Fu quello il periodo in cui la sua notorietà crebbe, senza però portargli il benessere economico, poiché vendeva i suoi quadri a poco prezzo ed era generoso verso chi gli stava intorno, particolarmente verso le donne con le quali instaurò brevi relazioni dopo la seconda vedovanza.
Nel 1905 espose al Salon d’Automne con Cézanne e Matisse, dimostrando così di aver raggiunto un posto di riguardo nell’ambiente artistico parigino. In quegli anni ebbe alcune disavventure giudiziarie dovute alla sua assoluta mancanza di senso del denaro. Dimenticò di pagare un fornitore di colori e tele che gli fece causa e accettò incautamente un assegno falso da un allievo di musica.
Rafforzò inoltre la sua amicizia con Picasso che per lui organizzò nel 1908 un banchetto metà celebrativo metà burlesco al quale parteciparono alcuni dei grandi artisti dell’epoca. Nel 1910 il mercante d’arte Ambroise Vollard acquistò diverse sue tele, mentre l’artista americano Max Weber propose a Rousseau di organizzare una mostra a New York. Avrebbe dovuto essere la consacrazione a livello mondiale, ma poco dopo Rousseau si ferì accidentalmente ad una gamba. Per trascuratezza o per evitare la spesa del medico non si sottopose all’opportuna visita e la gamba andò in cancrena, provocando la sua morte il 2 settembre 1910.

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