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Chi non ha memoria non ha futuro

Tarsila do Amaral

Tarsila do Amaral nacque il 1º di settembre 1886 a Capivari nello stato di San Paolo (Brasile), figlia di José Estanislau do Amaral e di Lydia Dias de Aguiar. Passò la sua infanzia tra gli immensi poderi che il padre aveva ereditato dal nonno.

Fu iscritta al Collegio Sion di San Paolo dove iniziò gli studi che completò in Spagna, a Barcellona, dove iniziò a dipingere a 16 anni.

La sua prima opera rappresentava il “Sacro Cuore di Gesù”.

Nel 1906 sposò André Teixeira Pinto ed ebbe la sua unica figlia, Dulce. Il matrimonio durò pochi anni.

Dal 1916 al 1920 studiò scultura, disegno e pittura a San Paolo, poi si trasferì a Parigi per frequentare l’Accademia Julian.

Tornata in brasile entrò a far parte del “Gruppo dei Cinque” con Anita Malfatti, Menotti del Picchia, Mário de Andrade e Oswald de Andrade che sposò nel 1926.

Visse per alcuni anni tra Parigi e San Paolo, frequentando i modernisti e i cubisti.

La sua prima mostra personale del 1926 a Parigi ebbe grande successo.

Nel 1928 dipinse il quadro “Abaporu” che diede il via al “Movimento Antropofago”.

Nel 1929 allestì una mostra in Brasile, un anno dopo si separò da Oswald de Andrade.

Nel 1933, con il quadro “Operai”, diede impulso alla pittura sociale brasiliana.

Nel 1934 partecipò al Primo Salone delle Belle Arti di San Paolo.

Iniziò una relazione con lo scrittore Luís Martins col quale visse per circa vent’anni.

Dal 1936 al 1952 svolse attività di giornalista continuando a dipingere.

Nel 1964 partecipò alla Biennale di Venezia.

Morì a San Paolo il 17 gennaio 1973.

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