Georges Brassens |
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| Georges Brassens nasce il 22 ottobre 1921
a Sète, paese affacciato sul Mediterraneo, non lontano
da Narbonne e da Montpellier. Il padre Louis è muratore,
mentre la madre Elvira Dagrosa, di origine napoletana, ha
perso il primo marito in guerra e ha una figlia, Simone,
nata nel 1912. Nonostante le divergenze tra i genitori in
fatto di religione (Elvira è cattolica devota, mentre
Louis è convinto anticlericale) la famiglia è molto
unita e la casa dei Brassens è un luogo dove predominano
la serenità e lallegria. La musica è una passione
condivisa e in famiglia ci si scambia le canzoni imparate
da uno o dallaltro componente. Il mandolino,
strumento della tradizione materna, è il primo strumento
sul quale Georges si cimenta a ricavare melodie. A scuola Georges non si dimostra uno studente brillante, soprattutto per via di una certa insofferenza verso la disciplina. Però si appassiona alla poesia, stimolato dal professore di lettere Alphonse Bonnafé, il quale nel 1963 sarà il primo a scrivere una biografia del suo antico allievo. Sulle ali di questo entusiasmo comincia a scrivere poesie e testi di canzoni. Contemporaneamente suona la batteria in un gruppo chiamato Jazz. A 19 anni viene coinvolto in una storia di furti con alcuni suoi compagni di liceo ed è condannato ad un anno di carcere con la condizionale. Lepisodio è ricordato nella canzone Les quatre bacheliers. Costretto, dopo quellavvenimento, a lasciare gli studi, lavora per un po col padre, poi decide di trasferirsi a Parigi. Lì viene ospitato dalla zia materna, Antoinette Dagrosa, e lavora come operaio alla Renault. Si dedica alla poesia e nel 1942 pubblica la sua prima raccolta di versi intitolata A la venvole (A casaccio). Pochi mesi dopo ne uscirà unaltra col titolo Des coups dépée dans leau (Colpi di spada nellacqua). Nel marzo del 1943 Brassens viene spedito al campo di Basdorf in Germania, in Servizio di Lavoro Obbligatorio, dove tra i prigionieri incontra Pierre Onténiente che diventerà suo inseparabile amico e segretario e che verrà da lui soprannominato Gibraltar. Un anno dopo, approfittando di un permesso, ritorna in Francia e si nasconde a Parigi, a casa di una coppia di amici della zia Antoinette, Jeanne e Marcel Planche. Nella loro casa al numero 9 dellImpasse Florimont troverà la sua nuova famiglia e ai due dedicherà alcune delle sue più belle canzoni (Jeanne, La cane de Jeanne e Chanson pour lAuvergnat). Nel 1946 inizia a scrivere articoli per la rivista anarchica Le libertaire e continua a comporre canzoni che scaturiscono direttamente dal suo modo di pensare. Brassens sente un profondo disprezzo per le vane convenzioni sociali ed è animato da una naturale comprensione verso gli esclusi. In questo sarà maestro di molti altri cantautori, primo tra tutti il nostro Fabrizio De André. Nel 1947 Brassens pubblica un romanzo dal titolo La lune écoute aux portes (La luna ascolta alle porte) e scrive canzoni come Le gorille e La mauvaise réputation. In quel periodo conosce una ragazza estone, Joha Heiman, che diventa la donna della sua vita e alla quale dedicherà in musica una ispirata domanda di non-matrimonio. Georges e Püppchen (Bambolina in tedesco, soprannome datole da Brassens) non vivranno mai sotto lo stesso tetto, ma la loro unione durerà fino alla morte del cantautore. In quegli stessi anni, su pressione di alcuni amici (La bande des cons) trova ingaggio in alcuni cabaret dove propone le sue canzoni, ma la sua timidezza e il suo atteggiamento poco incline alladulazione non lo favoriscono. Nel 1952 la cantante Patachou ascolta le canzoni di Brassens e ne inserisce alcune nel proprio repertorio. Quei brani ottengono un buon successo e la cantante lo spinge ad interpretarle lui stesso davanti al pubblico. Gli spettatori si dividono tra chi abbandona la sala scandalizzato e chi invece applaude a tutta forza. Nessuno rimane indifferente. Jacques Canetti lo ingaggia per una tournée come spalla di Henri Salvador e gli fa incidere un paio di dischi che faticano a passare attraverso le maglie della censura. Al ritorno a Parigi le esibizioni al cabaret Les Trois Baudets lo consacrano come cantante e autore di successo. Tra il 1953 e il 1954 sotto la produzione di Canetti incide otto dischi a 45 giri e ben cinque raccolte a 33 giri con canzoni interamente scritte da lui o composte su poesie di Victor Hugo, Paul Fort, Luois Aragon, François Villon e molti altri. Nellottobre del 1953 esordisce al teatro Bobino, intraprendendo un cammino trionfale che lo porterà due anni dopo allOlympia. Nel 1956 recita nel film Porte des Lilas di René Clair, unica sua apparizione sul grande schermo. Alla fine degli anni 50 Georges Brassens è un cantante affermato, stringe amicizia con poeti come Paul Fort, colleghi come Jacques Brel e attori come Lino Ventura. Scrive testi assai originali che suscitano ammirazione in vasta parte del pubblico e decisa repulsione nella restante parte. Sembra che si diverta a demolire luoghi comuni e a bersagliare autorità prestigiose come il clero, la polizia e lesercito. Nutre ostilità verso il nazionalismo, lo chauvinismo e il giustizialismo di un codice penale che prevede ancora la pena di morte. Utilizza termini sconvenienti mai uditi nelle canzoni e ciò fornirà il pretesto per innumerevoli censure. Viene accusato di non avere rispetto per nessuno, neppure per quanto cè di più sacro, neppure per la religione. In realtà a leggere i suoi testi si scopre in lui una autentica religiosità, scevra del farisaismo imperante. La Chanson pour lAuvergnat e La messe au pendu sono solo due degli esempi possibili. In quanto al vocabolario scurrile cè da dire che non una delle parole - anche delle più estreme - da lui usate è fuori luogo. Il motto romano Quanno ce vo ce vo si adatta a lui come un guanto. Riesce quindi a non cadere nel cattivo gusto pur nelluso di certe parole, perfino quando si propone di essere offensivo, come nel brano Le bulletin de santé. Il massimo in questo genere lo raggiunge però con una delicatissima e poetica canzone (Le blason) interamente dedicata allorgano sessuale femminile. Verso la fine del 1959 Brassens è colto da una forte colica renale e ricoverato durgenza in ospedale. Questi attacchi si ripeteranno nel corso degli anni, costringendolo in un paio di occasioni ad abbandonare il palco in pieno concerto. Nel 1961 è in tournée in Canada e al ritorno riprende i concerti allOlympia. Lultimo giorno del 1962 muore la madre Elvira Dagrosa. Nel 1963 ritorna in ospedale dove gli viene asportato un rene. Nel 1964 scrive Les Copains dabord, tema conduttore del film Les Copains di Yves Robert. Riprende poi la serie dei recitals al teatro Bobino, dove in due mesi accorrono ad applaudirlo 120.000 persone. Il 28 marzo 1965 muore ottantacinquenne il padre Louis, pochi mesi dopo è la volta di Marcel Planche. Nel 1966 Jeanne Planche si risposa alletà di 75 anni e Georges lascia labitazione nellImpasse Florimont per trasferirsi in una casa più moderna. Il 12 ottobre ha loccasione di salire sul palco con Charles Trenet, di cui è ammiratore fin da giovane. Nel 1967 è colpito dallennesima colica renale. Portato durgenza in ospedale dallamico Jacques Brel, viene operato al rene superstite. Qualche mese dopo riceve il Premio di poesia dellAcademie Française. Segue con interesse le manifestazioni del maggio 68, pur essendo in quel periodo inchiodato in un letto di ospedale. Il 24 ottobre muore Jeanne. Lavvenimento che apre il 1969 è un concerto memorabile di Brassens con Jacques Brel e Léo Ferré. Negli anni seguenti è un alternarsi di concerti e ricoveri in ospedale. Nel 1973 compie la sua ultima tournée in Francia e in Belgio e in ottobre canta sul palco dellUniversità di Cardiff. Da quel concerto nasce lalbum George Brassens Live in Great Britain. Nel 1975 gli viene assegnato il Grand Prix della città di Parigi. Nel 1976 incide il suo ultimo album di canzoni originali e il 20 marzo 1977 sale per lultima volta sul palco del Bobino. Nel 1978 perde il caro amico Brel. Lanno seguente partecipa alla registrazione del disco Giants of jazz play Brassens con il quartetto del jazzista Moustache. Nel 1980, ormai fortemente minato dalla malattia, incide un disco con i brani che amava in gioventù i cui proventi vanno allassociazione per i bambini handicappati Pierce-Neige, fondata dallamico Lino Ventura. Muore il 29 ottobre 1981, a Saint-Gely-du-Fesc, una settimana dopo aver compiuto 60 anni. La sera stessa, avuta la notizia, Yves Montand incomincia un concerto dicendo: Georges Brassens ci ha fatto uno scherzo. E partito per un viaggio. Alcuni dicono che è morto. Morto? Ma cosa significa morto? Come se Brassens, Prevert o Brel potessero morire! |
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