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Opere
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Ogni artista ha il suo tempo e
Stefan Hoenerloh è artista del tempo attuale, pur
appartenendo alla stirpe di artisti che basano il proprio
lavoro più sul talento e sullo studio che su sedicenti
provocazioni (ma ogni centimetro delle sue opere è
genuinamente provocatorio), o su trasgressioni scontate.
La sua espressione appartiene al figurativo, niente
installazioni, body-art e men che meno performances,
tutte forme che in questi anni stanno conoscendo un vero
fenomeno inflativo e non sempre sono supportate da
quell'ingrediente fondamentale che è, appunto, il vero
talento.
Stefan è nato nel 1960 a Karlsruhe, in Germania. Dal
1980 al 1986 ha studiato filosofia e storia dell'arte
all'Università di Berlino. Negli anni seguenti ha
dedicato il suo tempo ad acquisire gli strumenti del
mestiere in preparazione della produzione artistica
futura. Ha compiuto viaggi di studio a New York, Los
Angeles e Roma, ha elaborato la propria tecnica,
sperimentando un particolare uso di materiali come
l'acrilico e l'olio coprente. A questo periodo
appartengono i primi cinque quadri che hanno incontrato
subito il favore della critica.
I suoi soggetti preferiti sono edifici spettrali, che
ispirano insieme angoscia e attrazione. La cura dei
particolari è quasi maniacale, tanto da indurre
l'osservatore a dubitare di trovarsi di fronte a
fotografie invece che a pitture. Le sue città vuote di
persone si mostrano in una tetra nudità verso la quale
non è possibile operare una rassicurante presa di
distanza. Sono le nostre città, così come le hanno
volute (l'uso della terza persona è l'unica distanza
permessa), città riconoscibili proprio nel momento in
cui si nascondono dietro le sagome sconosciute dei
palazzi americani, tedeschi o italiani situati in vie dai
nomi improbabili.
Alla fine degli anni '80 espone le sue opere a Berlino
diventata la sua città d'elezione ed è
l'inizio di una lunga serie di mostre che porteranno
l'arte di Hoenerloh nelle gallerie di tutto il mondo.
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