Cantata per la festa dei bambini morti di mafia

 
 

Poesia

Canto I

Canto II

Canto III

Canto IV

Canto V

Canto VI

Canto VII

Canto VIII

Canto IX

Canto X

Canto XI

Canto XII

Canto XIII

 
1.
I bambini giocavano annoiati
nel loro giardino
attendendo il momento
di riposarsi.
Ritagliavano figure di cavalli e di barche
disegnavano mari montagne e case
boschi di aranci e pale di fichidindia.

Il giardino aveva grandi carrubi e ulivi potati
come in Calabria
nella piana di Gioia Tauro con i rami all'ingių
per ricevere
l'umido della terra
dove il cielo č avaro di acque.
I bambini si inseguivano tristi tra gli alberi,
attaccavano altalene sotto la guida di Emanuela
raccontavano storie della vita breve percorsa
e chiedevano quando avrebbero potuto riposare.
Accenti aspri della Calabria
cantilene della Campania
il siciliano rotondo della provincia di Palermo
la strascicata parlata di Puglia.
Giovani occhi, grigi, azzurri, neri seguivano
figure leggere di donne
che raccontavano favole e storie
mai stanche.