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Chi non ha memoria non ha futuro

Mario Benedetti

Mario BenedettiMario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia nasce a Paso de los Toros (provincia di Tacuarembó) in Uruguay, il 14 settembre 1920.
Nel 1924 la sua famiglia si sposta a Montevideo ed egli si sentirà per tutta la vita, nonostante l’emigrazione prima e l’esilio poi, un montevideano.
Interrotti gli studi per aiutare economicamente la famiglia che versa in condizioni economiche difficili, continua comunque a nutrire la propria passione per la lettura e inizia a scrivere poesie. Riesce in seguito a diplomarsi come studente lavoratore.
Dal 1938 al 1941 vive a Buenos Aires, lavorando in una casa editrice come stenografo.
Nel 1945 pubblica la sua prima raccolta di poesie “La vispera indeleble” che avrà una sola edizione.
L’anno seguente si sposa con Luz López Alegre, con la quale ritorna a Montevideo.
Nel 1948 dirige la rivista “Marginalia” che avrà breve vita, e viene cooptato nella redazione della rivista “Número”.
Nel 1949 pubblica il primo libro di racconti “Esta mañana” e l’anno dopo la raccolta di poesie “Sólo mientras tanto”.
Da lì in avanti Mario Benedetti ha pubblicato più di 80 opere tra prosa e poesia.
Tra gli anni ’50 e ’60 il suo stile poetico si evolve, affrancandosi dalle influenze dei poeti ai quali si era ispirato, soprattutto Antonio Machado. Nelle sue opere compare, e acquista grande importanza il discorso politico e di denuncia del degrado nelle istituzioni nazionali che sfocerà nel colpo di stato del 1973.
La presa del potere da parte dei militari lo costringe all’esilio e Benedetti vaga per il mondo, prima in Argentina, poi in Perù, a Cuba (Dove partecipa alle attività della Casa de las Americas) e infine in Spagna, da dove ritorna in patria dopo 12 anni vissuti da esule, durante i quali ha raggiunto una fama mondiale. Muore a Montevideo il 17 maggio 2009.

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