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Chi non ha memoria non ha futuro

Violeta Parra

Violeta Parra

Violeta Parra nasce a San Carlos, regione di Chillàn, nel sud del Cile, il 4 ottobre 1917. Il padre Nicanor è professore di musica, la madre Clarisa Sandoval contadina, cantante e chitarrista. La famiglia ha nove figli, alcuni dei quali, soprattutto Violeta e il fratello Nicanor, destinati in seguito a farsi un nome in campo artistico e letterario. A nove anni Violetta inizia a cantare e a suonare la chitarra, a dodici anni compone le sue prime canzoni. Nel 1932 si trasferisce a Santiago per frequentare la Escuela Normal, ma due anni dopo lascia gli studi e si unisce ai fratelli Eduardo, Hilda e Roberto nella loro attività musicale. I Parra danno i loro spettacoli nei “boliches”, osterie dei quartieri popolari. Nel 1938 si sposa con Luis Cereceda, operaio nelle ferrovie e vince un concorso di poesia. L’anno seguente nasce la figlia Isabel.  Nel 1943 la coppia si trasferisce a Valparaiso, dove nasce Angel e dove Violeta continua la sua attività canora. L’anno seguente si unisce ad una compagnia teatrale, nella quale recita e canta con lo pseudonimo “Violeta de Mayo”. Vince un concorso di canto al Teatro Baquedano di Santiago. Questo successo la convince a ritornare nella capitale, dove si esibisce in un caffè concerto.  Nel 1948 si separa da Luis e incide alcuni dischi con la sorella Hilda. L’anno seguente si sposa con Luis Arce, dal quale avrà le figlie Carmen Luisa nel 1950 e Rosita Clara nel 1953.  Nel 1952 su pressione del fratello Nicanor, poeta già affermato, comincia a raccogliere canti popolari nelle campagne e a proporli ad un pubblico sempre più vasto.  Il 1953 è l’anno cruciale. Violeta incide “Casamiento de negros” e “Que pena siente el alma”, due canzoni che le danno una grande popolarità. Impara a suonare il guitarron da don Isaìas Angulo e tiene diversi recitals organizzati da Pablo Neruda. Contemporaneamente conduce un programma alla radio nazionale. Compone canzoni basati su moduli popolari e nel 1954 è proclamata migliore cantante folk dell’anno.  Parte per l’Europa, partecipa a festival in Polonia, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia, dove si ferma per due anni e incide i suoi primi LP per l’etichetta “Chantes du Monde”. Durante la sua permanenza in Europa muore la figlia Rosita Clara.  Nel 1956 ritorna a Santiago e incide un LP di canzoni folkloristiche.  Nel 1958 comincia la sua attività nel campo delle arti figurative, dapprima modellando su ceramica e poi dipingendo quadri. Scrive inoltre le sue “Décimas Autobiogràficas”.  In questo periodo gira il Cile da nord a sud, invitata dalle università delle maggiori città del paese. L’accompagnano i figli Isabel e Angel, con i quali forma un sodalizio artistico che durerà fino alla sua morte.  Riprendono i viaggi in Europa e in tutto il Sud America. Ormai si ferma a Santiago per brevi periodi, subito chiamata in nuovi paesi per concerti, lezioni universitarie ed esposizioni.  Nel 1964 viene allestita una mostra delle sue opere (dipinti e sculture) al Louvre e diventa la prima artista latino-americana ad esporre individualmente nel più prestigioso museo d’arte del mondo.  Incide ancora molti dischi, in giro per il mondo. Di ritorno a Santiago fonda un centro di ricerca sul folklore e sull’arte popolare. Nonostante la sua popolarità si dibatte in ristrettezze economiche, poiché tutti i suoi guadagni vengono utilizzati nel suo lavoro di ricerca. Vive in una tenda dove ospita anche la sede del centro. Muore suicida il 5 febbraio 1967, a 49 anni.


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