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Chi non ha memoria non ha futuro

Wolf Biermann

Wolf Biermann naWolf Biermannsce ad Amburgo il 15 novembre 1936. Il padre Dagobert Biermann, operaio ai cantieri navali e militante comunista, muore trucidato in un campo di concentramento nazista nel 1943.
A 17 anni Wolf decide di passare dall’altra parte della Germania, poiché la Repubblica Federale Tedesca gli appare ancora troppo invischiata culturalmente e politicamente con il recente tremendo passato.
Entra a far parte del Berliner Ensemble fondato da Bertolt Brecht, dove assolve il compito di assistente alla regìa, e inizia a scrivere poesie e canzoni.
Studia filosofia e matematica e contemporaneamente è allievo del musicista Hanns Eisler.
La sua tendenza ad esprimere nelle poesie, nelle canzoni e nelle ballate, in modo ironico e sarcastico, la discrepanza fra esigenza e realtà della Rdt, gli procura, nel 1965, dopo la pubblicazione di alcune poesie su periodici e antologie della Rdt e un’apparizione al teatro di cabaret “Die Distel ” (Il Cardo), a Berlino est, il divieto di pubblicazione e di esibizione in pubblico.
Negli undici anni, durante i quali nella Rdt è condannato al silenzio, le sue canzoni e le sue poesie appaiono nella Germania federale: “Die Drahtharfe” (L’arpa di fili di ferro), 1965; “Mit Marx- und Engelszungen” (Con la lingua di Marx ed Engels), 1968; “Deutschland. Ein Wintermärchen” (Germania. Una fiaba invernale), 1972; “Für meine Genossen” (Per i miei compagni), 1972.
Nel novembre del 1976, durante una tournée musicale attraverso la Germania federale organizzata dal sindacato dei metalmeccanici, la Rdt gli toglie il diritto di cittadinanza.
Biermann, con i suoi riferimenti alle migliori tradizioni del marxismo, ha sempre costituito un problema per le autorità della Rdt.
La sua è una continua critica alle severe condizioni di vita imposte alla popolazione, che rapporta agli interessi e alle esigenze spontanee ed esistenziali del singolo, non soddisfatte.
Il fatto che Biermann non abbia potuto raggiungere il suo vero destinatario, il pubblico della Rdt, a causa del divieto di esibizione e di pubblicazione impostogli, mentre nella Repubblica federale la sua prima raccolta, “Die Drahtharfe”, si sia rivelata immediatamente uno dei maggiori successi fra i volumi di liriche del dopoguerra, appartiene alla serie di circostanze concomitanti paradossali presenti nella sua biografia.
Le poesie e le ballate di Biermann sono concepite per lo più come canzoni, ed esse ottengono il loro giusto effetto nell’inconfondibile interpretazione dello Stesso autore, che è sempre alla ricerca dell’impatto diretto con il suo pubblico (“Non disperate, amici…”, ” Non aspettare tempi migliori…”).
Gli innumerevoli dischi venduti, confermano ogni volta il successo delle sue canzoni e lo annoverano sicuramente fra i più interessanti ed apprezzati interpreti della canzone tedesca di protesta.

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