Sommario n. 1 (2003)

Sommario attuale

La lotta dell'uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblìo (M. Kundera)

Mai come in questi giorni è stata chiara e palese l'importanza della memoria
Perché soltanto la perdita della memoria e la mancanza di informazione possono permettere che tanta gente brava e onesta, seppure in minoranza relativa, continui a ritenere giusta la guerra che sta sconvolgendo il pianeta.
In questi giorni si sta bombardando. Sull'Iraq e sulle nostre teste.
Su di noi cadono quantità enormi di bugie e mistificazioni lanciate dai mezzi di informazione (ma bisogna ancora chiamarli così?) che non uccidono ma hanno conseguenze non meno devastanti per il futuro dell'umanità.
E non è di molto conforto sapere che in tutte le parti del mondo ci si mobilita per far cessare questa strage e che l'80% delle popolazioni degli stati cosiddetti democratici non vogliono la guerra. E' l'altro 20% che sconvolge, quelli che hanno dimenticato o ignorano il passato e così facendo ipotecano anche il nostro futuro.
La mancanza di memoria ci lascia sommergere dagli ordigni scagliati contro le nostre coscienze, fino a farci credere che davvero questa è una guerra condotta in nome della democrazia e dei diritti umani.
Perché già prima si è dimenticato il vero senso della democrazia, che non è andare periodicamente a votare e poi stare in silenzio per quattro-cinque anni a guardare cosa combineranno gli eletti. Soprattutto quando i voti dati ad un candidato vengono attribuiti ad un altro (elezioni presidenziali U.S.A. 2000) oppure quando una parte politica possiede la stragrande maggioranza dei mezzi per convincere gli elettori (Italia 1994-...)
In una democrazia il popolo è sovrano. Ma nella storia delle civiltà i sovrani sono sempre stati educati fino dalla nascita ad esercitare il proprio ruolo e a conoscere i propri diritti. Nella nostra democrazia le classi più ricche sono sovrane e controllano i mezzi di informazione perché tutti gli altri cittadini non siano sovrani. Nella nostra democrazia si mobilitano i prefetti per tentare di impedire ai bambini di esprimere la loro naturale volontà di pace mettendo una bandiera alle finestre delle loro scuole.
Nelle democrazie occidentali si fanno leggi che in nome della lotta al terrorismo colpiscono le più elementari libertà, negli Stati Uniti è stato introdotto l'arresto su semplice sospetto che può protrarsi all'infinito senza assistenza legale e senza processo. Esiste già da tempo in Israele (altra democrazia presa costantemente ad esempio), si chiama fermo amministrativo, giuridicamente è come una multa, solo che la sanzione non è il pagamento di una somma, ma la privazione della libertà a tempo indefinito e non è ammesso alcun ricorso.
Negli Stati Uniti l'amministrazione Bush ha proposto un ulteriore pacchetto di leggi nel quale sono comprese la tortura e la possibilità di condannare a morte senza processo.
Tutto questo è di dominio pubblico, ma nella nostra democrazia chi osa parlare di queste cose sui giornali o in televisione viene immediatamente marchiato come antiamericano, amico di Saddam Hussein o dei terroristi.
Infatti era sicuramente un fanatico antiamericano colui che scrisse: "Chi sacrifica la libertà in nome della sicurezza non merita nè libertà nè sicurezza". Era Benjamin Franklin.

Winston Smith